Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, scorrendo o ricaricando questa pagina, ovvero cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la privacy policy


 
HOME CHI SONO ARTICOLI EVENTI VIDEO MATERIALI CONTATTI
Federica De Benedetto > Post > articolo

FEDERICA DE BENEDETTO : PRECISAZIONI OPPORTUNE SUL " GALATEO "


Foto articolo
Lecce, 07-05-2017

Si è€ creata fin troppa confusione attorno all’ex Galateo ed è€ ora che si metta un po’ d’ordine. Nelle ultime ore, come spesso accade in piena campagna elettorale, è€ tornato in voga il tema del degrado urbano, puntando il dito contro l’ex ospedale, da troppo abbandonato a se stesso.

Tutti, ora, puntano il dito contro il Comune di Lecce, ma ai più sfugge un aspetto importante, se non fondamentale: il Galateo è€ di proprietà€ della Regione Puglia. Se vi è€ il degrado – quindi – questo è€ ascrivibile direttamente alla Regione, e non al Comune di Lecce. Questo, per onestà€ intellettuale, tutti i candidati, anche quelli della sinistra e del centrosinistra, dovrebbero saperlo e dirlo chiaramente.

Loredana Capone ha proposto in quel luogo un Hotel a cinque stelle, mentre il suo candidato sindaco Carlo Salvemini ha rilanciato l’idea di realizzare delle case popolari. Visioni entrambe legittime, per carità, ma è€ evidente qui una visione del tutto opposta di come intendere la cosa pubblica. Tuttavia, l’onestà intellettuale richiesta a chi alimenta il dibattito sul degrado cittadino è€ di distingue tra i luoghi del Comune e quelli della Regione.

Proprio la Giunta di via Capruzzi ha presentato il progetto alberghiero di lusso e adesso, in maniera del tutto opposta, il candidato sindaco del centrosinistra rilancia un’idea che si scontra del tutto con quella voluta da Bari. Il Galateo, ribadiamo, è€ interamente della Regione Puglia e se in quel posto regna l’incuria la colpa è€ solo di Nichi Vendola prima e di Michele Emiliano, dopo.


Per approfondire: cliccare qui

Non ci sono commenti - Commenta l'articolo